Luca's profileSORTE!PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
SORTE!SE MI GIUDICO SONO PERPLESSO....SE MI CONFRONTO ESULTO! |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
July 09 Euro 13,89 Feltrinelli.Frederic Beigbeder Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino
l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che
vi fa sognare cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre
belle, una felicità perfetta, ritoccata in Photoshop. Immagini leccate,
musiche nel vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a
pagarvi l'auto dei vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia
ultima campagna, io l'avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre
tendenze più avanti, riuscendo così a farvi sentire sempre
insoddisfatti. Il Glamour è il paese dove non si arriva mai. Io vi
drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova.
C'è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi
sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra
felicità, perché la gente felice non consuma July 08 Requiem for A DreamRequiem for a Dream
Requiem for a Dream è un film del 2000, Il film è diviso in tre sottosezioni, corrispondenti rispettivamente all'ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti. Nella prima parte, "Estate", sono introdotti i personaggi: Sara Goldfarb (Ellen Burstyn), è una casalinga vedova le cui uniche attività consistono nel guardare i suoi programmi preferiti in televisione e conversare amabilmente con le vicine. Suo figlio, Harry (Jared Leto), è un tossicodipendente che, insieme al suo amico Tyrone (Marlon Wayans) e alla sua ragazza Marion (Jennifer Connelly), cerca in continuazione escamotage per procurarsi la droga. Un giorno a Sara viene comunicato che è stata inserita in una lista di possibili partecipanti a dei programmi televisivi; emozionata per l'imminente avvenimento, decide che per l'evento indosserà un vestito rosso che amava portare da giovane, ma il suo corpo non è più quello di una volta e, per far sì che l'abito le stia di nuovo, decide di dimagrire. Dopo gli iniziali insuccessi, la donna contatta un medico che le prescrive una dieta a base di anfetamine. Nel frattempo Harry, insieme a Tyrone, inizia un traffico di droga, per non avere più problemi di disponibilità della stessa e, congiuntamente, per realizzare il sogno di Marion (aspirante stilista) di aprire un negozio di vestiti. Inizialmente le cose sembrano andare "bene" a tutti i personaggi: Sara, pur colpita dalla sua incapacità di stare ferma e di dormire, si rallegra dell'efficacia della sua dieta; Harry e Tyrone vivono i primi successi da spacciatori e mettono da parte alte somme di denaro con cui espandere la propria attività. Nel secondo capitolo del film, "Fall" (gioco di parole che ha come significato l'autunno o la caduta), durante un colloquio con un importante narcotrafficante, Tyrone si ritrova in mezzo ad una guerriglia tra bande e finisce in carcere; per pagare la cauzione Harry dovrà spendere la quasi totalità dei soldi messi da parte. Sara, intanto, è sempre più ricorrentemente assalita da incubi, incubi che rappresentano le sue recondite ossessioni: il frigo (emblema del cibo, motore della sua sfortunata vicenda) sembra muoversi, la televisione è sempre più reale, tanto da farle sembrare che lei stessa sia ospite dei programmi televisivi che guarda, fino al punto che personaggi e pubblico paiono presenziare la sua stessa casa. Il giro di droga che aveva fatto la fortuna di Harry e Tyrone, invece, è ora del tutto esaurito per mano degli stessi trafficanti, che tolgono la cocaina dalla circolazione per un po' per poter poi ricominciare a venderla a prezzi più alti. Con l'assenza di questa i rapporti dei ragazzi iniziano a logorarsi: Harry trascura una preoccupante infezione al braccio sinistro, Marion è costretta a prostituirsi per procurarsi la droga, Tyrone unisce alla crisi da dipendenza un ricordo ossessionante della madre che non vede da anni. Harry e Tyrone partono allora per la Florida dove acquistano ciò di cui hanno bisogno, ma il braccio di Harry è in condizioni sempre peggiori e, sulla via del ritorno, i due sono costretti a fermarsi in un ospedale, dove la polizia scopre il loro carico e li porta in prigione. Nella terza sezione, "Winter", i personaggi corrono furiosamente incontro al loro triste destino: dopo l'ennesima paranoia da allucinazione, Sara, in evidente stato confusionale, esce di casa per recarsi agli studi televisivi, per chiedere come mai l'attesa ospitata in tv non fosse ancora arrivata. Il personale si accorge delle sue condizioni e la donna viene portata in un ospedale psichiatrico, dove, vista l'inefficacia delle normali cure, i medici la sottopongono ad elettroshock, compromettendo del tutto le sue facoltà mentali. Marion, dopo essersi prestata ad uno show erotico molto spinto per la soddisfazione di alcuni pervertiti borghesi, ottiene la cocaina e ad essa si stringe come un bambino fa con il suo peluche preferito. Tyrone viene costretto ai lavori forzati nonostante i dolori che lo assalgono per l'assenza della cocaina. Harry, date le sue precarie condizioni fisiche, viene portato in un ospedale dove gli sarà amputato un braccio. I momenti in cui i protagonisti assumono droghe sono espressi con una serie di immagini che si susseguono rapidamente e ripetutamente, descrivendo il modo frenetico in cui gli uomini si rapportano alla tossicodipendenza. Da sottolineare l'assenza della stagione che chiuderebbe il ciclo, la primavera,
con il tradizionale significato di rinascita che porta con sé. Questa
mancanza è scelta dell'autore, che decide di lasciare i personaggi -
come anche il titolo lascia presagire - senza speranza. Con il sapiente
utilizzo della colonna sonora, composta da Clint Mansell (coadiuvato dai Kronos Quartet), la pellicola diventa un amaro affresco della condizione dell'uomo, sempre più solo e senza scampo. MEMENTOLeonard Shelby tentando di salvare la moglie da due malviventi rimane gravemente ferito alla testa, tale trauma gli causa l'impossibilità di accumulare nuovi ricordi, che svaniscono dalla sua mente pochi minuti dopo averli acquisiti ("memoria a breve termine"). Dal momento dell'incidente, che resta anche l'ultimo ricordo fissato nella sua memoria, l'unico scopo nella sua vita è trovare e punire l'uomo che ha violentato e ucciso sua moglie. Determinato e consapevole del suo problema, prende appunti e fotografa con la Polaroid tutto quello che gli può essere utile e che dimenticherà dopo pochi minuti. Il suo corpo è pieno di tatuaggi sui quali appunta gli avvenimenti e i dati più importanti nella ricerca del colpevole.
Il montaggio Il montaggio del film procede su 2 binari: le scene che si susseguono sono alternativamente l'ultima in ordine cronologico, poi la prima, poi la penultima, poi la seconda, e così via. La scena finale del film è quindi quella cronologicamente centrale, che rappresenta il punto di scioglimento dell'intreccio. La tecnica replica il punto di vista del protagonista, che, afflitto di mancanza di memoria a breve termine, dimentica tutto ciò ha vissuto nell'immediata precedenza. Lo spettatore, vedendo eventi di cui ancora non ha visto ciò che li precedono, si trova nella stessa condizione di spaesamento. Ma al di la della trama il film è incentrato sulla necessità umana di ancorare la vita ad una successione temporale di eventi. Nel momento in cui ciò non è possibile, essa stessa diventa qualcosa di non gestibile. Il protagonista non sa neppure quanto tempo è passato dall'incidente e ogni volta che si risveglia scopre di nuovo tutto da capo, così come dopo pochi minuti non ricorda assolutamente ciò che stava facendo. Ciononostante, la necessità di avere uno scopo è così forte da spingerlo a continuare a vivere grazie "all'istinto, all'urto e al metodo". Struttura del film Nella versione distribuita in DVD è inclusa una copia del film con le scene montate in ordine cronologico, ovvero in maniera linearmente sequenziale. A parere di molti critici si tratta comunque di un'operazione che nulla aggiunge e nulla toglie, rendendo la storia piatta scarica di quella suspence e inquietudine che il montaggio originale intende trasmettere allo spettatore. Ricorda di dimenticare Non
leggere questa recensione se non hai ancora visto il film. Se sei al
secondo rigo vuol dire che lo hai visto e do per scontato che tu sappia
della malattia del protagonista e che l'opera procede al contrario
(anche se nel progredire/regredire del racconto ci si rende conto di
come ciascun frammento/amnesia costituisca si' il tassello di un
mosaico ma anche una miniatura conchiusa in se'). June 17 IO Essendo un paradosso vivente nel mio egoismo credo nelle idee di condivisione, credo che un giorno una nuova coscienza di massa ci porti a stare tutti bene, ma so anche che ci vorrà parecchio per farlo, so di sicuro che io non sarò ancora in vita per vederlo, a me e a quelli come me tocca fare il possibile per trovare un metodo infallibile, per ritagliare dentro 'sto macello insostenibile un oasi vivibile a patto di portarsi addosso il peso di un odio tangibile, non che mi piaccia, ma così sarà finché la legge della banconota sarà indiscutibile. Quindi io mi sbatto per la salute del mio pezzettino che sommato a tutti gli altri dà risultato il mondo rendo un posto migliore, la mia vita e quella di chi mi sta accanto, quindi sarebbe già un buon punto se tutti facessero altrettanto, ma nel frattempo devo pensare alle regole che mi hanno fatto imparare, a quella parte del codice da non tramandare, che dice di difendere ciò che è mio e che ti dice dopo vengano gli altri: prima io! June 16 Mistero della valigettaMistero della valigettaPulp Fiction.La valigetta misteriosa è un oggetto fittizio, parto della mente di Quentin Tarantino, comparso nel suo secondo lungometraggio, Pulp Fiction.
Non casualmente, la valigetta - appartenente a Marsellus Wallace - ha lo strano potere di stupire chiunque vi guardi al suo interno; lo spettatore non scopre durante tutta la durata del film cosa contenga in realtà. Molti pensano addirittura si tratti di un McGuffin, un espediente narrativo. L'unica cosa certa è che ciò che si trova all'interno è estremamente prezioso per il proprietario e che la combinazione d'apertura è "666", nella Bibbia il simbolo numerico di Satana. Teorie Varie e contrastanti, come già detto le numerose teorie proliferate attorno alla valigetta di Marsellus Wallace. Eccone alcune: Anima di Marsellus La teoria più accreditata, con il maggior numero di riscontri concreti nel dipanarsi complessivo della storia, vedrebbe la valigia contenere l'anima di Marsellus, a lui sottratta dal Diavolo.[1] Molti elementi concorrono a rafforzare quest'ipotesi:
Diamanti di Mr. PinkLa valigetta conterrebbe la refurtiva della rapina de Le Iene che Mr. Pink riesce a trafugare dal nascondiglio. Teoria affascinante ma debole in quanto Pink è sì sopravvissuto al massacro, ma è stato immediatamente arrestato dalla polizia fuori dal capannone.[1] Altre teorieSi è anche pensato che la valigia contenga il famoso vestito dorato di Elvis, presente in Una vita al massimo o in alternativa una pistola, anch'essa dorata, come quella che Mark Damon mostra in Johnny Oro di Sergio Corbucci: la prima ipotesi sarebbe un'autocitazione dal Una vita al massimo, scritto da Tarantino; la seconda ipotesi sarebbe una citazione ad un classico dello spaghetti-western, genere che Tarantino ha più volte asserito di amare.[1]In ultimo, potrebbe contenere l'orecchio tagliato da Vic Vega in Le Iene[1],oppure una statuetta dell'Academy Award (poi tra l'altro vinta dalla pellicola)[1], Versione ufficiale [modifica]Anni dopo l'uscita del film lo stesso Quentin Tarantino ha inteso dare una spiegazione all'enigma, che comunque non convince affatto una buona fetta degli aficionados. Secondo il regista, infatti, la valigetta non sarebbe altro che un hitchcockiano
"MacGuffin", ovvero un semplice stratagemma narrativo di nessuna
importanza sui cui far convogliare le forze della narrazione e di
conseguenza l'attenzione del pubblico, come già il falcone maltese dell'omonimo film di John Huston. è un termine coniato dal celebre regista Alfred Hitchcock; con questo vocabolo si identifica un espediente attraverso il quale si fornisce dinamicità alla trama. Il Mc Guffin è un qualcosa che per i personaggi del film ha un' importanza cruciale, attorno al quale si crea enfasi e si svolge l'azione ma che non possiede un vero significato per lo spettatore. Un celebre Mc Guffin è quello attorno al quale ruota il "mistero della valigetta" in Pulp Fiction: alla fine del film lo spettatore non sa cosa contenga la valigetta (che rappresenta il Mc Guffin), ma grazie a questo espediente il regista ha potuto giustificare diverse sequenze narrative. Ciò che caratterizza il Mc Guffin rispetto ad un altro espediente
narrativo è che non ha importanza cosa l'oggetto in questione sia specificamente,
poiché non ha altro impatto sulla storia oltre a quello di fornire ai
personaggi una motivazione - tanto che, come nel già citato Pulp Fiction oppure nel film Ronin, la sua vera natura a volte non è nemmeno svelata. Esempio di HitchcockNel famoso libro-intervista Il cinema secondo Hitchcock il regista spiega cosa sia il Mc Guffin con questo esempio:
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|